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Mutuo fondiario a tasso fisso
Nel mutuo a tasso fisso il tasso applicato per tutta la durata del finanziamento viene concordato al momento della stipula. Quindi tasso e
importo delle rate non variano per tutta la durata del mutuo.
L'ammontare del tasso fisso applicato dipende da due elementi: il primo è il tasso di mercato preso come base di calcolo (tasso IRS di periodo); il
secondo è lo spread applicato, che rappresenta il margine della banca. Poichè il tasso IRS, essendo un tasso di mercato, è uguale in tutte le banche la di
differenza nel tasso finito dipende dall'ammontare dello spread applicato dalla banca. La banca che, su una certa durata, applica lo spread minore è
quella che propone il mutuo a tasso fisso più conveniente per il cliente.
Vediamo un esempio: supponiamo che alla data X il tasso IRS a 20 anni sia il 5%. La banca A per un mutuo a tasso fisso a 20 anni applica uno spread dell'1%. Quindi mi
propone un tasso finito di 5%+1%=6%. La banca B, sempre per un mutuo a tasso fisso a 20 anni, mi propone uno spread dell'1,20%, quindi 5%+1,20%=6,20%. La proposta della
banca A, che ha uno spread minore, è quindi migliore di quella della banca B.
Poichè il reale costo del finanziamento dipende in larga misura dallo spread, ma ci sono anche altre voci che possono incidere il maniera marginale (come le
spese di
istruttoria pratica, il costo dell'assicurazione obbligatoria, ecc) per fare un confronto che consideri tutti gli elementi di costo (anche quelli secondari) è possibile
confrontare i tassi ISC dei diversi mutui (uguali per importo, durata, tipo di tasso). Il mutuo con l'ISC più basso è il più conveniente.
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