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Mutuo a tasso variabile con cap
Il mutuo a tasso variabile con cap è un
particolare mutuo a tasso variabile. Di norma nei mutui a tasso variabile tute le variazioni di tasso di
ripercuotono interamente sul tasso applicato al debitore. Quindi in caso di rialzo del
tasso Euribor (il normale parametro di mercato dei mutui a tasso
variabile), tutti i rialzi vengono conteggiati per determinare il tasso
finito applicato al mutuo secondo la formula:
Tasso finito = Euribor +
spread
Se ad esempio lo spread è dell'1% e il tasso Euribor aumenta dal 3% al 6% (esempio teorico), il tasso finito applicato al mutuo a tasso variabile passerà
da 3%+1%=4% a 6%+1%=7%, con un notevole aggravio di interessi per il debitore. Nei mutui a tasso variabile con cap, oltre allo spread da applicare viene
inserito un tasso finito massimo applicabile: quindi esiste una soglia oltre cui ulteriori rialzi del tasso Euribor non danneggiano il debitore. Nel
nostro esempio di prima, se si trattasse di un mutuo a tasso variabile con cap con spread dell'1% e tetto al 6,50%, in caso di Euribor al 6% il debitore
pagherebbe il più basso tra 6%+1% = 7% e il tetto del 6,50%: pagherebbe quindi il 6,50% invece del 7%, con un risparmio di mezzo punto percentuale sul
tasso applicato.
I mutui a tasso variabile con cap sono soluzioni interessanti ma di norma presentano alcuni limiti:
- spesso sono previsti solo per mutui prima casa
- il cap, o tetto di tasso, è fissato a livelli molto alti, difficilmente raggiungibili
- sono più costosi, poichè lo spread applicato è più alto di quello previsto per i mutui a tasso variabile classici
- in alcuni casi il cap non è previsto per tutta la durata del
mutuo, ma solo per un certo numero di anni iniziali ( e quindi si lascia coperto il
periodo più lontano, che è anche potenzialmente il più rischioso).
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